Chiudete GAY.tv!
Dal blog http://nonchiudetegaytv.blogspot.com/
Cari amici e care amiche,
GAY.tv sta per chiudere. Le trasmissioni verranno interrotte il 31 gennaio 2007. E noi non possiamo permettere che questo accada.In Italia gli omosessuali, visibili e non visibili, in riferimento al loro orientamento sessuale non godono di alcuna tutela ma hanno almeno riconosciuta la libertà di pensiero e parola, sancita dall’Articolo 21 della Costituzione e, a differenza di altri paesi, non godono di quei diritti come le unioni tra persone dello stesso sesso.L’unica possibilità offerta alla minoranza omosessuale di far sentire la propria voce è rappresentata da una rete satellitare situata sulla piattaforma Sky al canale 810, che si chiama proprio GAY.tv. I canali della piattaforma Sky sono trasmessi in tutta Europa tramite la costellazione di satelliti Hotbird, e in Italia possono essere visti avendo a propria disposizione una parabola, un decoder e un abbonamento mensile a Sky Italia di 32 euro.Ma veniamo al discorso pubblicità. Ogni canale satellitare gode degli introiti economici provenienti dalle pubblicità e, secondo l’Articolo 18 della Direttiva Europea per la Pubblicità Televisiva, “il tempo di trasmissione dedicato alla pubblicità non deve superare il 15% del tempo di trasmissione quotidiano”.Secondo le dichiarazioni riportate dall’editore di GAY.tv Massimo Scolari, il canale interromperà le trasmissioni per mancanza di investimenti, la maggior parte dei quali provenienti dalle pubblicità. Ma vediamo come funzionano le regole del mercato.Il meccanismo pubblicitario è molto semplice: si investono dei soldi su un programma se ci sono gli ascolti. Ma come si fanno ad avere gli ascolti?In linea generale gli ascolti si possono innalzare 1) facendo una tv-realtà, quindi con largo uso di reality show e tv trash, oppure 2) offrendo al telespettatore una tv di qualità con contenuti che permettano l’accrescimento delle proprie conoscenze e del proprio divertimento in maniera intelligente.Poiché Sky è una piattaforma a pagamento, si presume che, dal momento in cui un individuo sceglie di pagare una tv alternativa a quella generalista (cioè, alle normali reti nazionali), tale scelta rappresenti il volere da parte dell’individuo stesso di una tv che offra contenuti molto più alti della tv generalista stessa, quindi programmi che permettano di accrescere la propria cultura personale e il proprio divertimento in maniera intelligente, rispettando il buon senso e il buon costume.Tali caratteristiche possono essere ottenute da una qualsiasi rete televisiva e sono il frutto di un grandissimo lavoro da parte della redazione televisiva e, in genere, hanno come conseguenza un gran numero di ascolti. Si prendano, come esempio, tutti gli altri canali offerti dalla piattaforma Sky che hanno le stesse identiche capacità di GAY.tv ma che per un motivo o per un altro sono riusciti ad innalzare il proprio pubblico semplicemente elaborando al meglio i contenuti e proponendo ai telespettatori prodotti ben confezionati e di alta qualità.Se vengono rispettate tali direttive, le pubblicità arrivano da sole. In genere sono le pubblicità a scegliere un programma (e spesso a pilotarne i contenuti). Se un canale televisivo è caratterizzato dai contenuti e dagli ascolti, sono le pubblicità stesse a finanziare le operazioni.Qualcuno ha detto che «GAY.tv rischia di chiudere perchè in Italia molte aziende che alle spalle dei gay si arricchiscono da sempre, preferiscono però non sporcare la loro immagine comparendo su GAY.tv e tenere le distanze da tutto ciò che è dichiaratamente omosessuale». Non è vero. E questa lettera ve l’ha dimostrato. Numerose tesi dimostrano come il pubblico gay sia “top spender”, ovvero spende molto.Di conseguenza abbiamo il dovere di salvare una rete. Tutti coloro che hanno sottoscritto questa lettera si rivolgono alla redazione del canale satellitare GAY.tv e chiedono:- che non vengano interrotte, per nessun motivo, le trasmissioni televisive del canale;- di modificare le proprie strategie di marketing e pubblicità per meglio ottimizzare la propria resa sul mercato economico;- di offrire programmi che siano realmente di alta qualità;- una capillare e sostenuta rielaborazione del palinsesto e dei contenuti della rete;- una scelta differente e più produttiva nella trasmissione dei messaggi che sono alla base della linea editoriale della rete, seguendo le direttive ormai largamente diffuse di conduzione televisiva.Ci auguriamo che l'annuncio della conclusione delle trasmissioni di GAY.tv, prevista per il prossimo 31 gennaio 2007, sia soltanto una provocazione, un grido d'allarme e non una decisione già presa e una scelta definitiva e irrevocabile. Ce lo auguriamo di tutto cuore perché, se così fosse, ci troveremmo ad assistere impotenti a una sconfitta e a una grossa perdita per la società civile. E gli omosessuali non avrebbero più una voce.





