Lettere E-F
Ermafrodito. Mitico figlio di Venere e Mercurio, si innamora della ninfa
della fonte Salmacis, nei pressi di Alicarnasso. La ninfa chiese e ottenne dagli dei di formare con lui un solo corpo che, per la riunione dei due sessi, fu poi chiamato Andrògine, ciò uomo e donna insieme. Fin dal XIV secolo viene usato nella lingua italiana (Sant'Agostino e Ghiberti) con riferimenti alla sessualità non propriamente eterosessuale. Marco Antonio Canini nel Dizionario etimologico italo-ellenico (1865) fornisce le seguenti definizioni: 1) essere mitologico che nato da Venere e Mercurio possedeva doppie parti genitali, di uomo e di donna; 2) donna in cui la clitoride è straordinariamente sviluppata, e che ha forma, voce, abitudini quasi virili; 3) uomo le cui parti genitali sono imperfettamente sviluppate e che nei lineamenti e nel carattere ha qualcosa di femmineo; 4) animale in cui i due sessi sono riuniti; 5) fiore in cui i sessi sono riuniti.
Essere così (anche essere di quelli). Essere omosessuali. L'impronunicabilità del nome rende il disprezzo della società omofoba. Ne dà un bell'esempio e una spiegazione Giorgio Bassani in 'Storie ferraresi': "Bastava dire che Fadigati era così che era di quelli. Ma talvolta, come succede a parlare di argomenti indecorosi, e dell'inversione sessuale in ispecie, c'era chi ricorreva sogghignando a qualche parola del dialetto, che è sempre più cattivo, da noi, in confronto alla lingua dei ceti superiori".
Essere dell'altra sponda. Essere omossessuali. Indica con sufficiente disprezzo l'idea dell'essere omosessuali, persone cioè che vivono 'in un altro mondo', sulla sponda opposta a quella delle persone 'normali'.
Fag Hag (inglese). Lett.: strega delle checche. Frociarola (vedi) ovvero donna eterosessuale che ama circondarsi principalmente di uomini omosessuali dei quali molto spesso (e senza risultato) si innamora.
Fashion (anche Dolce & Gabbana, Bimba). Giovane gay solitamente dai modi femminili molto interessato alla moda costituita da abiti aderenti (non a caso Dolce e Gabbana). Attento molto anche all'immagine del viso non disdegna "scolpiture" delle sopracciglia.
Femme (francese). Lett. femmina. Lesbica con atteggiamenti particolarmente femminili (in inglese chiamata anche lipstick lesbian, lesbica col rossetto. Al contrario vedi butch e camionista).
Figlio della Pentapoli. Omosessuale. Il riferimento è biblico essendo la Pentapoli il distretto amministrativo della Palestina che comprendeva cinque città: Sodoma, Gomorra, Zeboim, Zoar e Adama.
Finocchio. Omosessuale. Voce toscana entrata in italiano con la letteratura neorealistica. Difficile è affermare con certezza il passaggio semantico. L'interpretazione più corrente riguarda l'abitudine che si aveva un tempo di spargere semi di finocchio sui roghi sui quali venivano immolati i peccatori sodomiti, per attenuare l'odore nauseabondo della carne umana bruciata.
Per alcuni (Panzini, Dizionario, 1923) la metafora si spiega col fatto che 'il finocchio è tutto buco'. Per altri col fatto che il finocchio non fa fa semi e quindi non figlia. A. Menarini ritiene che il nome possa riferirsi all'omonima maschera popolare (che tuttavia non aveva nessuna caratteristica legata all'omosessualità): "la figura di Finocchio, per la sua attività di imbroglione e di mezzano prezzolato, e soprattutto per i suoi modi leziosi ed effeminati" si sarebbe dunque "prestata a una similitudine che corrisponde pienamente ai gusti e alla mentalità delle platee popolari". Lo stesso autore ritiene che forse è più interessante Çrisalire in blocco al finocchio vegetale (finocchiare 'ornare i propri discorsi', finocchiata 'cicalata', vender finocchio 'dare a intendere', infinocchiare 'dar a intendere fandonie', e simili), la quale potrebbe, almeno in parte, avere più di un debito verso la nostra mascheraÈ. Altri ipotizzano che la metafora possa nascere dal modo di dire, di per sé innocente ma suscettibile di interpretazioni maliziose, il finocchio fra le mele. Il Pescetti (Proverbi italiani, Venezia, 1629) lo spiega così: Çsi usa quando si vuol mostrare che due cose stanno bene insieme, perché il finocchio si suol metter insieme con le mele in tavola dopo pastoÈ e nel capitolo 'Dispregio e suo contrario' annota ancora: "Io t'ho tra 'l finocchio e le mele. Il medesimo [cioè uguale al modo di dire: Io t'ho dove si soffian le noci]. Perché il finocchio e le mele si danno infine e de' dietro". In alcuni autori (ad es. nel Varchi, Cap. del Finocchio), finocchio indica l'organo maschile della riproduzione. F. Mosino suggerisce un'ipotesi più debole: ÇTra Otto e Novecento la moda maschile degli effeminati, dei gagà, suggeriva l'uso del bastone e del bastoncino, come indispensabile complemento dell'eleganza raffinataÈ, e il leggero bastoncino di bambù era chiamato finocchio o finocchietto. Ma c'è anche un'altra interpretazione che merita di essere presa in considerazione e che viene fatta risalire al Medioevo e alle streghe la cui attività era violentemente perseguitata e punita con il rogo. Contro di esse ci fu anche la battaglia silenziosa della confraternita dei benandanti costitituita esclusivamente da uomini di cui si sospettava un'intensa e altrettanto segreta attività omosessuale. Il loro scopo era quello di combattere, utilizzando le stesse armi (sortilegi, pozioni magiche ecc.), le streghe maledette. I benandanti (che si riteneva fossero tutti 'nati con la camicia', e cioè partoriti con la placenta ancora addosso) utilizzavano rami di finocchio per fronteggiare le streghe armate di canne di sorgo. Derivazioni: Finocchia (lesbica, omosessuale maschile passivo).
Fist-fucking (inglese). Lett: scopare con il pugno. Pratica sessuale che prevede l'introduzione del pugno e anche dell'intero braccio nell'ano del partner.
Flobert. Omosessuale maschile (dal nome di un fucile a retrocarica).
Flag/flagging (inglese).Lett.: bandiera/sbandieramento.E' l'uso - ancora molto in voga in alcune comunità gay americane - di fazzoletti colorati (appunto flags o hankies) secondo un codice preciso che esplicita il gusto sessuale di chi li porta.
Il fazzoletto viene di solito inserito in una delle tue tasche posteriori dei pantaloni (a destra o a sinistra fa la differenza!).
Fregàgnolo (o Fregagnuola) . Omosessuale maschile. Da 'fregare' inteso come fornicare.
Fricatrice. Lesbica. Dal latino fricatrix, colei che sfrega.
Frocio (o Froscio). Romanesco ora usato su tutto il territorio. Omosessuale maschile. In origine il termine indicava lo '(svizzero) tedesco' (confronta i sonetti 53, 135, 375, 1010, 1496 di G. Belli). Il perché di questa attribuzione ai cittadini della Confederazione elvetica di lingua tedesca non è stato mai sufficientemente chiarito. Alcuni sostengono che il legame passi attraverso il significato di froce intese come 'narici', particolare anatomico particolarmente accentuato negli svizzeri tedeschi (sopratutto nelle guardie svizzere papali), noti per essere dei grandi bevitori (il che, con il tempo, avrebbe provocato una crescita sproporzionata del naso) e per non essere particolarmente attratti dalle donne. Lo slittamento, fa notare Tullio De Mauro (Lessico dell'omosessualità, in 'Pratiche innominabili' di R.Reim, L. Di Nota, A. Veneziani, Mazzotta, 1979) può essere stato favorito dal nesso con il naso che, sopratutto nel dialetto romano, allude al 'dubbio' e al 'sospetto' (in romanesco me puzza significa 'mi insospettisce'). Tra i derivati: frocerìa (l'esser froci, il consesso omosessuale), frocia (anche donna omosessuale o uomo omosessuale sopratutto passivo).
Frociarola. Donna etero che si circonda di gay e spesso se ne innamora. Traduzione dell'inglese fag hag (vedi).